Luoghi da visitare. Basilica di Santa Chiara, San Rufino

Vicino alla Basilica di Santa Chiara

Assisi

« [..] Però chi d'esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Oriente, se proprio dir vuole. »

Dante Alighieri, Divina Commedia, 1304-1321, Paradiso, canto XI, vv. 52-54)

La Basilica di San Francesco sorge oggi là dove il Santo aveva scelto di essere sepolto, nella zona di Assisi che nel medioevo era nota come "colle dell'inferno", ovvero il luogo che in quell'epoca era destinato alle esecuzioni pubbliche. Il cantiere della Basilica di San Francesco fu aperto nel 1228 per volontà di Papa Gregorio IX e grazie all'attività di frate Elia, vicario dell' ordine scelto dallo stesso San Francesco. Edificata in onore di Francesco, al fine di custodire le spoglie mortali del santo e accogliere la moltitudine di pellegrini che ancora oggi giungono spinti da una profonda devozione. La basilica ospita capolavori di Cimabue, Pietro Lorenzetti, Simone Martini e il ciclo attribuito a Giotto con Storie della vita di San Francesco.


La Chiesa di San Damiano è uno dei luoghi cardine della vita di San Francesco.
Francesco proprio in questo luogo udì per la prima volta la voce di Cristo. Il Crocifisso, oggi custodito nella basilica di Santa Chiara, disse al santo “Francesco, và e ripara la mia casa che, come vedi, è in rovina” (alludendo alla crisi della Chiesa). Il santo da queste parole ricevette forza e conferma nella sua vocazione.
Il primo restauro della chiesa di San Damiano è stato compiuto proprio da San Francesco che nel 1212 vi accolse Santa Chiara e le sue compagne e qui compose il Cantico delle Creature.
Le Clarisse edificarono un piccolo dormitorio e rimasero a san Damiano fino al 1260, poco dopo la morte di santa Chiara.


A metà strada tra Assisi e la cima del monte Subasio, immerso nel bosco, sorge l' Eremo delle Carceri intorno l’antica chiesetta di Santa Maria delle Carceri, circondata da grotte naturali frequentate da eremiti già in età paleocristiana. Qui decise di ritrarsi in preghiera (si “carcerava”) anche San Francesco seguito dai suoi primi compagni. Fu donato dal Comune di Assisi ai benedettini; questi ultimi lo cedettero poi a san Francesco, affinché si potesse "carcerare" nella meditazione. Ampliato nel 1400 da san Bernardino da Siena con la costruzione della chiesa di Santa Maria delle Carceri, che ha inglobato una primitiva cappella, preesistente a san Francesco, e di un piccolo convento, l'eremo è posto in un bosco di lecci secolari circondato da grotte e da piccole cappelle dove i pellegrini si ritirano ancora oggi in contemplazione.

Santa Chiara fa da contraltare urbanistico del complesso di San Francesco è dedicata a Chiara compagna fondatrice dell’ordine delle Clarisse. Su fasce orizzontali di pietra bianca e rosa del monte Subasio, custodisce il corpo della santa e il Crocifisso dal quale Francesco udì le parole, “Và e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”, che donarono al santo forza e conferma nella sua vocazione.
San Rufino è la cattedrale di Assisi, capolavoro di architettura romanica, al cui interno si conserva l’antico fonte nel quale vennero battezzati Francesco e Chiara.


Il tempio di Minerva di epoca romana, sorge in piazza del Comune. L’interno ospita la barocca chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. Sotto l’attuale piazza del Comune, visitate l’antico Foro Romano e Museo Archeologico un’esperienza unica che vi farà passare dall’ atmosfera medievale, tipica del centro storico cittadino, alle importanti vestigia dell’antichità che fecero di Assisi una delle città più importanti di epoca romana. Presentandosi come se fosse un sotterraneo dell’attuale piazza medioevale della città. In epoca romana invece costituiva il fulcro di ogni attività economica, politica e religiosa del municipio ed ovviamente era a cielo aperto. Rimangono ben visibili i resti delle costruzioni più importanti: il tribunale, luogo in cui, secondo molti studiosi, si riunivano i magistrati cittadini, il tempietto dei Dioscuri, tempio tetrastilo dedicato a Castore e Polluce mitologici figli di Giove, la cisterna e le tabernae.



Nel punto più alto della città, si erge la Rocca Maggiore ricostruita nel XIV secolo sulla struttura di una precedente cittadella fortificata. Le prime notizie sulla Rocca Maggiore risalgono al 1174, quando fu ricostruita in seguito alla conquista di Assisi da parte delle truppe imperiali guidate da Cristiano di Magonza (1174); ma essa forse già esisteva in epoca longobarda. Si narra anche che Federico di Svevia – il futuro imperatore Federico II – vi abbia soggiornato in gioventù, ospite di Corrado Lutzen. La Rocca si staglia sul colle che sovrasta Assisi: al di sopra delle sue mura spicca il Maschio, da cui si gode uno stupendo panorama della città e della Valle Umbra, da Perugia a Spoleto. Nel 1198 il castello fu distrutto a seguito di una rivolta popolare per impedire che cadesse nelle mani di un governatore pontificio: non a torto, gli assisani vedevano in esso un simbolo dell’oppressione imperiale. La Rocca fu ricostruita nel 1365 dal cardinale Egidio Albornoz come punto di avvistamento. Oggi è aperta ai sempre più numerosi visitatori.

 

Soggiornare ad Assisi consente anche di effettuare delle visite mirate a varie località dell’Umbria, tutte le località indicate sono raggiungibili in auto da Assisi in 30/60 minuti.

L'albergo è in grado di fornire ai clienti i seguenti servizi:
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Giubileo in diocesi, programma ed eventi:

Spello

Passeggiando faticosamente per i vicoli del pittoresco borgo di Spello , nell'Umbria orientale, ci si imbatte nel ritratto di Santa Veronica Giuliani, la patrona dei fotografi. L'accesso più bello al piccolo borgo di Spello lo si ha dalla Porta di Venere sormontata da due torri tondeggianti. E' davvero facile farsi incantare da questo paese dell'Umbria: ovunque si giri lo sguardo si trovano viuzze fiorite, affreschi di chissà quale epoca, monumenti inaspettati come la Chiesa di Santa Maria Maggiore, custode di alcuni affreschi di Pinturicchio. Curiosità: Spello è una località rinomata per l'olio d'oliva ed il periodo più festoso per degustarlo è quello della Sagra dell'olivo e della bruschetta che, solitamente, si tiene ad inizio dicembre. Durante il Corpus Domini (9° domenica dopo Pasqua) nei fine settimana si tiene l'Infiorata con vere e proprie esposizione si opere d'arte di fiori ed eventi!

Montefalco

Chiamata per la sua incantevole posizione "RINGHIERA DELL'UMBRIA", domina l'ampia valle che da Perugia si distende sino a Spoleto. Per i suoi celebri affreschi è ritenuta un santuario dell'arte umbro-toscana. Centro abitato fin da epoca romana, nel medioevo si chiamò COCCORONE (forse dal greco OROS = MONTE), nome che mantenne fino al 1249, quando devastata dalle truppe di Federico II, fu restaurata immediatamente col nome attuale. Il gioiello della "Ringhiera dell'Umbria" si trova senza dubbio all'interno del Museo della Ex Chiesa di San Francesco. All'interno di queste mura, erette tra il 1335 e il 1338 dai frati Minori, è infatti ancora stupendamente custodita l'abside centrale affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452 e narrante la storia della vita di San Francesco. Commissionato da Jacopo da Montefalco, guardiano del convento di San Francesco, il ciclo è illustrato in dodici scene disposte su tre registri. La narrazione procede, come un'ideale elevazione, dal basso verso l'alto e culmina nella volta con la gloria di San Francesco.

Bevagna

Bevagna, l'antica Mevania, sorge ai margini della vasta valle umbra, alle estreme propaggini dei Monti Martani. Un giro intorno alla cinta muraria, a tutt'oggi in piedi quasi per l'intero perimetro e poi una volta entrati per una delle porte medievali ancora ottimamente conservate, si parte da Piazza Filippo Silvestri su cui si affacciano il gotico Palazzo dei Consoli posto singolarmente in obliquo rispetto agli assi viari e che dal 1886 al suo interno ospita il Teatro Torti (un gioiellino che può accogliere solo 140 posti), le chiese romaniche di San Silvestro (1100 d.C) e di San Michele Arcangelo (1100 d.C). Nell'ultima decade di giugno si tiene la più importante manifestazione storica di Bevagna: il Mercato delle Gaite. In questa occasione, personaggi in costume ripropongono antichi mestieri lungo vicoli e ambienti caratteristici, con degustazione di antichi sapori medievali e presentazione delle produzioni artigianali tipiche.

Spoleto

Spoleto non è il tipico borgo che svetta da una collina o che attira l'attenzione per la posizione pittoresca a ridosso di una montagna, questo no, eppure la città del Festival dei Due mondi ha colpito molto la nostra attenzione. Siamo arrivate la mattina presto nella piazza che anticipa il Duomo della città intitolato Santa Maria Assunta: il silenzio e l'atmosfera sacra ci hanno completamente avvolto. La lunga scalinata conduce alla cattedrale dove sono custoditi alcuni degli affreschi del Pinturicchio. Spoleto è una cittadina vivibile e, facendo due passi in direzione della Rocca Albornoziana, sembra quasi di trovarsi in una riseva naturale. Visitare Spoleto significa fare un giro in città e sicuramente catapultarsi nel passato dellaRocca Albornoziana che domina orgogliosa la città. Oltre ai panorami sui dintorni, questa fortezza è davvero interessante da esplorare stanza dopo stanza. Noi ci abbiamo impiegato una mattinata prendendoci il nostro tempo e seguendo i nostri ritmi. L'ingresso, comprensivo di ingresso al museo, costa 7,50€ ad adulto, ma sono previste riduzioni per certe categorie. Uscendo dalla Rocca, ci siamo dirette verso il Ponte delle Torri, un acquedotto romano-longobardo lungo 230 metri che sorge proprio sotto la Rocca e permette di attraversare il canyon. Il panorama da qui è sublime sia in direzione della Rocca che sulla natura circostante... ma non fatevi impressionare troppo se soffrite di vertigini!

Valnerina

Uno splendido territorio ricco di natura, storia, tradizioni popolari e gastronomia, una verde vallata che prende il nome proprio dal fiume che l'attraversa: il Nera.

Risalendo il corso del fiume si raggiungono gli altopiani della Valnerina, un paesaggio in cui sono ancora fortemente leggibili le impronte e le tracce della millenaria presenza umana sul territorio, della cultura e della storia delle popolazioni che vivono lungo le montagne dell’Appennino.

Norcia si trova abbarbicata su un pianoro al limite sud-occidentale del parco nazionale dei Monti Sibillini (ideale per chi ama trekking e attività outdoor) e, trovandosi forse un po' fuori dalle solite rotte turistiche, si presenta come un luogo tranquillo, in parte cinto da mura.
La sera, non appena i colori del tramonto si affievoliscono per poi lasciare spazio all'oscurità, piazza San Benedetto si anima di sagome distinte che occupano le panchine o gli angoli più laterali dello slargo per chiacchierare e trascorrere del tempo con i vicini di casa o gli amici più cari.
Le luci artificiali delle lanterne illuminano il porticato del palazzo comunale risalente al XIV secolo e la facciata gotica della Basilica di San Benedetto con il portico delle misure, dove un tempo si allestiva il mercato dei cerali all'aperto, situati proprio lì di fianco.
A circa 30 km da Norcia, addentrandosi nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, si giunge alla Piana di Castelluccio, un anfiteatro senza eguali per godere del fenomeno della fioritura intorno alla fine di maggio, se passate di qui nel periodo indicato, fate una deviazione!

Perugia

Perugia è il capoluogo dell'omonima provincia e della regione Umbria. Città d'arte ricca di storia e monumenti, fondata dagli Etruschi, è polo culturale, produttivo e direzionale della regione, meta turistica e sede universitaria. Il centro storico di Perugia si adagia su un'acropoli che sorge all'altezza di circa 450 m s.l.m. Nel punto più alto, Porta Sole, l'altezza è di 494 m, caratteristica che ne fa la città italiana più popolata fra quelle poste a un'altitudine superiore a 250 metri. Il centro storico si sviluppa intorno a questo punto e sul crinale dei colli che da esso dipartono, formando un'acropoli e cinque borghi medievali prolungati su cinque porte. All'originaria cinta delle mura etrusche, lunga 3 km, si aggiunse nel Duecento e nel Trecento una nuova e definitiva murazione lunga 9 km, quasi del tutto integra e che delimita una superficie di 120 ettari. I quartieri storici sono: Porta Sole, Porta Sant'Angelo, Porta S. Susanna, Porta Eburnea e Porta S. Pietro. Ogni quartiere si incardina su una via principale o Corso su cui convergono le trame dei vicoli; vi campeggiano conventi, campanili, basiliche, chiese, oratori, cappelle, palazzi gentilizi (un centinaio), palazzi minori e le case a schiera dei vicoli.

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